Skip to main content

Recentemente, un po’ per lavoro e un po’ per diletto, mi capita di soggiornare in vari hotel (pensa un po’, quando viaggiavo con i miei, svariati decenni fa, si diceva ‘scendere in un hotel’, altro mondo altra vita…). Camere confortevoli, la spa, la cucina – a partire dalla prima colazione – i servizi accessori: tutto contribuisce a rendere il nostro soggiorno piacevole ed apprezzato. Il fattore umano, il personale che dal momento della prenotazione al saluto finale si prende cura di noi, è fondamentale. So bene di non scrivere nulla di nuovo, tuttavia ciò non è così scontato come sembra: personale perfetto nei confronti del cliente, che sia di sala o di altre mansioni, non sempre basta. Per quanto mi riguarda, il tecnicamente ineccepibile mi soddisfa per il servizio ma spesso manca del sorriso schietto e sincero. Certo, chi lavora in strutture di un certo livello, dai quattro stelle in su, ha già una capacità che non tutti raggiungono ma il valore aggiunto è anche il calore dell’accoglienza, senza eccesso di confidenza ma naturale, spontaneo. La qualità che fa di una bella struttura un luogo dove ritornare ogni volta che si può, perché sa di una bella casa, ospitale e premurosa.

Al Lac Salin Hotel di Livigno ho ritrovato tutto questo in occasione del Festival di Stelle, complice una bellissima giornata di sole di quelle che fai fatica a dimenticare.

Una festa ‘campestre’ vissuta tra cibo superlativo, vino locale, cocktail intriganti, laboratori divertenti e un gradevolissimo flower bar. Per la cucina, non il solito quattro mani che tutti propongono ma un vero e proprio racconto vegetale preparato da Andrea Fugnanesi e Sauro Ricci, tra stuzzichini, paste e risotti da apprezzare con tisane profumate per esaltarne il gusto, scoprendo nuovi abbinamenti. Una rinnovata conferma per me, carnivora convinta: quando si lavora e si mangia a questi livelli non è più consentita la battuta ‘è solo verdura’. Il mio preferito: un piccolo cubo a base di peperoni che mi ha stupito per aromi, equilibrio e gusto.

Hotel Lac Salin

La parte ludica della festa è stata davvero ben concertata: ho, quasi dignitosamente, superato la prova manualità creando portachiavi in resina e fiori (i miei non esattamente perfetti). Prova che, devo ammetterlo,  ha visto i miei vicini di tavolo, gentili signori, staccarmi di gran lunga sulla perfezione nella realizzazione del manufatto. Probabilmente me la sono cavata meglio durante la produzione di uno scrub alle erbe, sotto la guida e la direzione della responsabile della Spa, professionista con il dono di saper spiegare ogni dettaglio in materia di trattamenti, componenti e benefici.

Cocktail appositamente studiati, ottimo vino dei produttori valtellinesi e focacce croccanti ci hanno accompagnato fino al tramonto e, ultimo vezzo cui non potevo rinunciare, l’avere un mazzo di fiori preparato con grazia e gusto da Manuela. La mattina seguente, un’ultima nuotata, una colazione salata e qualche (?) acquisto alla spa: sono pronta per rientrare, guidando piano e godendomi il lago, curva dopo curva.

error: Content is protected