LA CORONA A SCANZOROSCIATE (BG): AZIENDA MICRO NELLE DIMENSIONI GRANDE NEI PROGETTI

Quanti possono affermare di conoscere davvero il Moscato di Scanzo, una piccola DOCG italiana, circoscritta nel territorio del comune di Scanzorosciate?

La mia non è certo una domanda trabocchetto piuttosto un invito a riscoprire insieme l’importanza di avere proprio qui, ad un pugno di chilometri da Bergamo, la produzione di un vino unico, storico, antico e pregiato. E come si conviene a tutte le cose uniche e pregiate, è prodotto in quantità limitate. Niente di meglio che intervistare un produttore per comprendere esattamente cosa significa dare vita, anno dopo anno, a poche ma richiestissime bottiglie.

Arrivo a La Corona per parlare con Paolo Russo, il proprietario: siamo quasi al tramonto e quassù è un incanto: l’aria è mite, intorno solo boschi e vigneti che si rincorrono verso la piana sottostante. Paolo si racconta volentieri, cominciamo.

Quando il padre di Paolo acquista la casa dove vivono, nel terreno pertinente c’erano 4 o 5 piante di Moscato, cui nessuno sulle prime fece molto caso. Poi, galeotta fu una cena con alcuni componenti della Associazione Produttori Moscato di Scanzo, l’idea di aumentare il numero delle piante e fare di più cominciò a prendere corpo e nel   1995 nasce l’azienda La Corona. Ascoltando Paolo Russo, man mano che il racconto scivola via tra date, dettagli e aneddoti, diventa evidente che non ci sono attività o occupazioni che lui non affronti con pragmatico impegno e chiarezza di intenti, compreso quello di essere stato Presidente del Consorzio del Moscato di Scanzo dal 2016 al 2021. Anni importanti, di passi notevoli, quelli della sua presidenza: l’apertura della nuova sede e del negozio, la stabilità economica del consorzio e la creazione di una rete di contatti indispensabile per far conoscere il Moscato non solo a pochi eletti ma soprattutto a coloro che dovrebbero essere i primi ambasciatori vale a dire ristoranti ed enoteche, cosa che sappiamo non essere così scontata e non solo per il Moscato di Scanzo.

Il Moscato non è un vitigno facile, ci racconta Paolo, al contrario, è impegnativo, ti dà del filo da torcere e non è particolarmente forte. Insomma, per dirla con le parole del produttore, il vigneto richiede un impegno che solitamente è inversamente proporzionale alla sua estensione. Ma i risultati, sudati e agognati, si esprimono tutti nella soddisfazione nel momento dell’assaggio: ogni anno diverso, ogni anno sorprendente, ogni anno un regalo. Qui a La Corona ci sono 3000 metri di vigneto in forte pendenza; quindi  la vendemmia è scomodamente fatta a mano e deve essere non solo precisa ma anche delicata, i grappoli devono arrivare integri e non ammalorati, per questa ragione Paolo sceglie solo personale di altissima fiducia.  In seguito, il raccolto riposerà per qualche settimana in locali areati e asciutti, concentrando e amplificando zuccheri e aromi; la pigiatura rispetterà gli acini per non compromettere il risultato finale. Insomma, la delicatezza è ciò che contraddistingue il Moscato che gusteremo dopo qualche anno di distanza dal raccolto, tenendo conto che solo il 30% diventerà vino dopo il periodo di appassimento. E vi assicuro che chi sostiene sia un vino costoso, perdendosi anche in inutili questioni di capacità della bottiglia (per tutti i produttori la capacità è di 0,500  ma può essere anche da 0,375 o 0,750 anche se più rare), potrebbe approfondire non solo l’unicità del prodotto, ma andare a conoscere da vicino la maestria del fare, la fatica, la fragilità e l’imprevisto delle stagioni.

Paolo Russo sottolinea anche l’importanza di avere un bicchiere studiato per apprezzare al meglio questo vino rosso, inebriante ancora adesso come lo fu per Caterina di Russia che lo conobbe grazie all’architetto Giacomo Quarenghi – e pare che da quel primo sorso non riuscì più a farne a meno. E quando chiedo a cosa lo abbinerebbe la risposta arriva veloce e schietta: “La persona giusta e il camino acceso”. Annoto immediatamente e lascio tranquillamente perdere i dotti abbinamenti con formaggi, cioccolato fondente e ricette varie, questa mi sembra di gran lunga la migliore.

Non solo Moscato a La Corona: il Moscatello della Trefaldina è un vino prodotto con i grappoli di Moscato che non andranno in appassimento, gradevolissimo e di struttura che ben si combina (questa volta sì che li cito volentieri) con carni brasate, polenta e formaggi. La Birra invece, un esperimento riuscitissimo, è ottenuta con il 15% di mosto di Moscato; aromatica, corposa e assai particolare viene prodotta solo una volta all’anno quindi questo è il momento per assaggiarla. La Vendemmia 2021 arriva dopo una stagione climaticamente complicata che ha generato un calo consistente nella produzione, confortata però dalla qualità. L’enologo che collabora con l’azienda è Alessandro Santini.

Il sito www.aziendalacorona.com

 

LA NUOVA GUIDA SLOWFOOD ALLE OSTERIE D’ITALIA 2022

La condivisione di un pasto è sempre stato il momento che segna decisioni, scambi e annunci; non poteva certo sottrarsi a questa storica abitudine la Guida SlowFood delle Osterie d’Italia 2022. Alla SAPS di Lallio, ospiti della sempre speciale famiglia Agnelli, dopo un gradevolissimo aperitivo all’interno del Museo, quattro cuochi di altrettanti locali inseriti in guida ci hanno viziato con le personali proposte, piatti rappresentativi del loro lavoro. Si comincia con Paola Rovelli di Ristorobie ai Piani dell’Avaro (Cusio, BG), un locale che ha fatto della cucina e delle erbe di montagna un uso sapiente e creativo; sua la Zuppetta di grano saraceno con porcini e Rocher di cinghiale. Da Albavilla (CO), Crott dal Murnee, ci arriva invece una originale versione dei pizzoccheri, questa volta passati al torchio come fossero una pasta all’uovo. Con Alessandra di Hostaria Viola di Castiglione delle Stiviere (MN) un manzo all’olio particolare accompagnato da una purea che alla cremosità aggiunge ingredienti che non possono essere svelati. Si chiude passando per Gussago (BS) e l’Antica Trattoria Piè del Dos ci regala un ricco tortino con zucca, castagne, amaretto e crema pasticcera allo zafferano. I ragazzi dell’Alberghiero di San Pellegrino a servire, inquadrati e guidati da Claudio Parimbelli, grande professionista di sala prima ancora che colonna dell’istituto. Questo per ciò che concerne la tavola: la presentazione ufficiale della Guida, redatta con il coordinamento di Signoroni e l’instancabile lavoro di selezione di Silvia Tropea Montagnosi, ha coinvolto parte del direttivo di SlowFood e Silvio Magni, come sempre grande regista della giornata. La Lombardia ha ben 90 diversi locali selezionati tra i 120 inizialmente presi in considerazione, tutti rigorosamente visitati più volte. Per la nostra regione, in particolare, sono state accolte nuove realtà, soprattutto quelle che possono vantare un legame attento con l’ambiente e i prodotti del luogo dove operano.

E.M.

Risotto rosso, bianco e…

Vi è mai capitato di voler preparare un sugo semplice, sano, di quelli  cui non aggiungete nulla, tutta salute e niente rimorsi? Ecco, una volta a me sì.  Quindi qualche giorno fa ho preso una bottiglia di passata di pomodoro, un piccolo coccio con due cucchiai di olio e mi sono messa all’opera. Un po’ di cottura lenta, lascio concentrare e…  poi non ho mai preparato la pasta salutare, poca e integrale che avevo in mente. Colpa della gola che mi ha spostato verso un bel bollito misto:  capello del prete, biancostato, un pezzo di lista,  mezza gallina, una lingua di vitello, e comincio.  Così stamattina, vedendo quel concentrato di pomodoro e il brodo mi viene voglia di un risotto.  Eccolo qui:

COSA SERVE

  • Riso (due/tre pugni a persona più uno per la pentola (notoriamente golosa)
  • due tre veli di cipolla
  • burro quanto vi piace, un zic di olio
  • un buon bicchiere di vino bianco o rosato
  • brodo vegetale o di carne
  • concentrato di pomodoro fatto in casa
  • una burratina fresca fresca

COME SI FA

Togliete la burratina dal frigo e dimenticatevene. Andate a farvi un giro o a sistemare le cose in casa. All’ora di pranzo avviate il risotto come sapete già fare, tostandolo per qualche minuto e facendogli gustare il vino. Procedete con la cottura, aggiungendo il brodo caldo un poco per volta. A metà cottura circa aggiungete il  concentrato di pomodoro fino raggiungere il vostro grado di rosso preferito. Una volta terminata la cottura, spegnete, regolate di sale. Al momento di servire  porzionate il risotto e adagiateci  due cucchiaiate  di burrata senza mescolare.

6.0.13: i numeri del SEI il nuovo spumante non filtrato di Cascina del Ronco

Di Cascina del Ronco, del progetto e del vino,  ho già parlato su altri fogli quando però ancora uscito il Sei. Frida Tironi, che da tempo segue l’azienda non solo dal punto di vista commerciale, ha voluto proporre a Marco Crippa e Angelo Divittini, rispettivamente direttore ed enologo, la creazione di un vino che fosse il più possibile naturale. Ne è nato un vino spumante classico, non filtrato, con rifermentazione in bottiglia. Il nome? Viene semplicemente dal numero che contraddistingue l’Incrocio Manzoni Bianco, un incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco.  L’ho potuto assaggiare in occasione della sua presentazione ufficiale, qualche giorno fa; un vino piacevole e morbido (che non significa dolce, dato che il dosaggio è pari a 0) ma con una spiccata sapidità e che invoglia al secondo bicchiere (ma anche al terzo…). Torbido perché non filtrato,  è prodotto con uve biologiche provenienti da uno dei luoghi più suggestivi, evocativi e storici della coltivazione cittadina della vite a Bergamo: quel gioiello che è la Val d’Astino. Frida ce lo suggerisce a tutto pasto e anche con la pizza o con il pesce. Gradevolissimo ora, lo sarà ancor di più tra qualche mese. Due parole anche sul luogo dove è stato presentato:  la Pasticceria Acquario di Sant’Omobono Imagna. Qui un bellissimo ed elegante  restauro ha trasformato questo antico edificio rurale in uno chalet accogliente dove  pietra, metallo e legno si mescolano in modo sapiente. Diego Rodeschini è un maestro della pasticceria ma, affiancato dal cuoco,  propone anche piatti della cucina  locale, mantenendo uno stretto contatto con i produttori di vicinato.
Il nuovo sito di Cascina del Ronco sarà presto on line

La pasticceria Acquario la trovate qui

Lingua di vitello in salsa di sedano e senape (ricetta 2)

Cosa serve:

  • 1 lingua di vitello
  • 3/4 coste di sedano bianco
  • mezza cipolla
  •  del bel grasso di prosciutto crudo
  • una noce di burro
  • brodo vegetale
  • senape forte q.b.

Come si fa:

Intanto che sbollentate la lingua per pelarla, tritate finemente il sedano, la mezza cipolla e il grasso del prosciutto facendo un soffritto nella noce di burro. Rosolate la lingua pulita e bagnate col brodo vegetale. A cottura ultimata (circa due ore) togliete la lingua,  frullate il sugo e aggiungete della senape secondo il vostro gusto, amalgamando bene la salsa ottenuta. Affettate la lingua e mettetela nella salsa  per insaporirla bene prima di servirla.

Un contorno di semplici patate bollite va benissimo, così come un bianco sostenuto e di corpo, ad accompagnare.


VERONAFIERE: 54ª EDIZIONE VINITALY POSTICIPATA AL 2022, DAL 10 AL 13 APRILE


CONFERMATA OPERA WINE CON LA PRESENZA DI WINE SPECTATOR A GIUGNO (19 E 20)

A ottobre 2021 un evento straordinario per il settore
Da marzo a ottobre un programma di iniziative per la ripresa su mercato nazionale e internazionale

Verona, 16 marzo 2021. Veronafiere posticipa al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly, Salone internazionale dei vini e dei distillati, in calendario dal 10 al 13 aprile del prossimo anno.  «Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54ª edizione della rassegna nel 2022 – ha detto Maurizio Danese, presidente di Veronafiere SpA –. Si tratta di una scelta di responsabilità, ancorché dolorosa; un ulteriore arresto forzato che priva il vino italiano della sua manifestazione di riferimento per la promozione nazionale e internazionale. In attesa che lo scenario ritorni favorevole – conclude Danese – Vinitaly continua a lavorare congiuntamente con tutti i protagonisti anche istituzionali del settore, a partire dal ministero delle Politiche agricole e Ice-Agenzia oltre a tutte le associazioni e le categorie, per continuare a supportare la competitività del vino made in Italy sia sul mercato interno che sui Paesi già proiettati alla ripresa, Usa, Cina e Russia in primis».
In quest’ottica, prosegue il ceo di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Confermiamo OperaWine con la presenza di Wine Spectator e delle top aziende del settore individuate dalla rivista americana per il 10° anniversario dell’iniziativa che rimane in programma il 19 e 20 giugno prossimo a Verona. L’evento, tutto declinato alla ripartenza del settore, grazie alla partecipazione di stampa e operatori nazionali e internazionali – commenta Mantovani – farà anche da collettore e traino a tutte le aziende del vino che vorranno partecipare a un calendario b2b che Veronafiere sta già approntando».

Operawine sarà preceduta, sempre a giugno, dal Vinitaly Design international packaging competition (11 giugno) e da Vinitaly 5 Stars Wine The book (16-18 giugno). Mentre la Vinitaly international Academy (21-24 giugno) chiuderà gli eventi estivi in presenza.
Tra le novità anche un evento eccezionale di promozione a forte spinta istituzionale a ottobre prossimo e che traghetterà il settore alla 54ª edizione di Vinitaly nel 2022.  Prosegue Giovanni Mantovani: «Si tratta di Vinitaly-edizione speciale, una manifestazione rigorosamente b2b che segnerà la ripresa delle relazioni commerciali nazionali e internazionali in presenza a Verona dal 16 al 18 ottobre».

«Vogliamo mantenere viva l’attenzione del mondo sul vino italiano, uno degli ambasciatori più significativi del Made in Italy – afferma, presidente di ICE Agenzia, Carlo Ferro –. Le iniziative messe in campo da Veronafiere per mantenere il file-rouge tra Vinitaly 2019 e 2022, con l’edizione di Vinitaly-edizione speciale e le altre manifestazioni che faremo insieme hanno questo obiettivo. Senza soluzione di continuità, nonostante la pandemia mondiale e grazie all’impiego di nuovi strumenti in chiave di commercio digitale.  Faccio i miei auguri a tutto il team di Veronafiere e ai produttori vinicoli con la convinzione che gli eventi in programma per il 2021 contribuiranno a sostenere l’eccellenza del nostro Paese».

In attesa della ripresa degli eventi fisici nel nostro Paese, Vinitaly prosegue in presenza sui mercati internazionali, a partire dalla Russia con le tappe a Mosca e a San Pietroburgo in programma dal 23 al 25 marzo. Dal 3 al 6 aprile sarà la volta di Vinitaly Chengdu e poi a giugno di Wine to Asia (Shenzhen, 8-10 giugno). E sarà ancora la Cina ad aprire con il road show il calendario estero autunnale di Vinitaly (13-17 settembre) prima di trasferirsi in Brasile per la Wine South America (22-24 settembre). Veronafiere, inoltre, mette a disposizione il proprio know how per realizzare ulteriori eventi di promozione in altri mercati obiettivo per il settore.

La decisone dello spostamento di Vinitaly è stata condivisa con le organizzazioni e associazioni della filiera vitivinicola e agricola. Di seguito, in ordine alfabetico, le dichiarazioni di: Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentare, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv).

«Prendiamo atto della decisione di posticipare la 54ª edizione di Vinitaly al 2022 – afferma il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative agroalimentari, Luca Rigotti –. Una scelta certamente non facile ma che, alla luce dell’attuale situazione sanitaria, è in linea con quanto auspicato dall’Alleanza delle Cooperative Italiane-Agroalimentare. Accogliamo con favore, inoltre, le altre iniziative di promozione proposte da Veronafiere per i prossimi mesi: l’aspettativa è poter entrare finalmente in una fase caratterizzata da un maggiore livello di sicurezza e da minori incertezze per il comparto vitivinicolo, condizioni necessarie anche per poter rilanciare, grazie all’esperienza ed alla competenza di Veronafiere, il settore vitivinicolo a livello internazionale».

Per il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella «la decisione assunta da Veronafiere di posticipare al 2022 la 54ª edizione di Vinitaly va nella direzione suggerita dalla filiera del vino, ma soprattutto tiene conto del perdurare di una situazione di grave difficoltà generata dall’emergenza pandemica, che non ha ancora trovato una risposta risolutiva nella vaccinazione. Una scelta di responsabilità che condividiamo ampiamente, così come siamo pronti a sostenere le altre iniziative, annunciate da Veronafiere e messe in calendario sia per il prossimo giugno, che per l’ottobre. È necessario da parte del mondo del vino farsi trovare pronto al giorno della ripartenza dei mercati e quindi è molto importante tenere alta l’attenzione anche con manifestazioni capaci di creare relazioni nazionali e internazionali e interesse verso il nostro settore. Ma ancora più importante sarà il sostegno che il governo italiano e l’Europa sapranno mettere in campo a favore dell’intero agroalimentare che, dopo oltre un anno di pandemia, sta accusando il peso della crisi al pari degli altri settori dell’economia nazionale».

«Siamo a fianco di Veronafiere per continuare a sostenere il settore, tutte le aziende e i produttori che ogni giorno contribuiscono a rendere il vino una delle eccellenze del Made in Italy riconosciuta in tutto il mondo – dice presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino –. La pandemia ancora morde e costringe a un ulteriore rinvio degli eventi in presenza, ma siamo pronti a lavorare insieme al Vinitaly per supportare, in questa fase difficile, un comparto prezioso per l’agroalimentare con una produzione del valore di circa 12 miliardi di euro e una reputazione imbattibile».

«Lo spostamento del Vinitaly è un atto dovuto per consentire la partecipazione anche degli operatori stranieri e sostenere il successo del prodotto agroalimentare made in Italy più esportato nel mondo dove, nonostante la pandemia, il vino ha fatturato 6,3 miliardi di euro nel 2020» afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare l’importanza del programma dei prossimi appuntamenti di Veronafiere a partire da OperaWine.

«La decisione di Veronafiere, benché dolorosa, va nella giusta direzione – commenta presidente Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. Apprezziamo in particolare la capacità di resilienza e di proposta variegata in un momento molto difficile per il comparto vino. Confagricoltura dà pieno appoggio a Veronafiere e all’intero settore fieristico agroalimentare nazionale. Siamo convinti che occorra sostenere la validità del sistema italiano ed evitare pericolose aperture ad altre realtà internazionali. Riteniamo inoltre che la Fiera di Verona, con le sue attività e il Vinitaly, sia un validissimo strumento di promozione e di immagine per tutto il comparto vitivinicolo italiano. Auspichiamo pertanto di ripartire a pieno ritmo nel 2022, dando ampio risalto alle iniziative in programma da oggi fino alla prossima edizione del Vinitaly, insieme alle nostre imprese che fanno grande nel mondo l’Italia del vino».

Per il presidente di Copagri, Franco Verrascina, «la scelta di Veronafiere, seppure dolorosa, conferma la serietà dell’ente fieristico e la volontà di sostenere i viticoltori al meglio in questo momento critico. Ci mettiamo a disposizione per collaborare ed essere al fianco di Veronafiere nel programmare sia la 54ª edizione di Vinitaly che per l’evento speciale di ottobre, dando un segnale al mondo vitivinicolo per la promozione e valorizzazione dei grandi vini italiani».

«È un grande dispiacere l’annuncio del rinvio, ma la realtà della pandemia non lascia spazio ad ipotesi alternative: abbiamo difficoltà a programmare viaggi e contatti, avremmo difficoltà nell’accogliere gli ospiti negli stand – afferma Sandro Boscaini, presidente di Federvini – ma il secondo rinvio amplia il vuoto che Vinitaly lascia. Abbiamo necessità di contatti internazionali, abbiamo necessità di presentare i nostri prodotti e restare in contatto con il grandissimo numero di operatori nazionali ed internazionali che affluivano a Verona. Siamo certi che l’esperienza e la professionalità di Vinitaly, con l’aiuto di ICE Agenzia, possano essere di grandissimo aiuto per le nostre Imprese, con formule e proposte da studiare rapidamente insieme».

«Comprendiamo e condividiamo le ragioni che hanno portato Veronafiere al rinvio della manifestazione di riferimento per il vino italiano – spiega il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona –. Riteniamo però che sia fondamentale in questo difficile momento tenere acceso il motore della promozione e perciò appoggiamo l’intenzione di Vinitaly di sostenere il settore anche nel corso di quest’anno attraverso l’organizzazione di eventi mirati in favore del business e dell’immagine internazionale del vino tricolore».

«Non posso che rimarcare il dispiacere di dover rinunciare anche quest’anno al Vinitaly, la principale manifestazione di riferimento del settore vinicolo italiano – commenta il presidente di Federdoc, Riccardo Ricci Curbastro –. Una manifestazione ricca di eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all’incontro degli espositori con gli operatori del settore nazionali ed internazionali, che ha contribuito al successo del vino italiano nel mondo ricordando che il settore enologico è uno dei pilastri del successo del made in Italy nel mondo. Chiediamo al Governo di considerare il grande danno economico che questa decisione comporta e di prevedere aiuti concreti per mantenere alta la competitività internazionale del nostro settore fieristico».

www.vinitaly.it